FATTORI DI RISCHIO E INCERTEZZA

    1. Rischi di contesto esterno

      1. Rischi connessi alle condizioni generali dell’economia e all’evoluzione della domanda nel medio termine

        Pirelli si attende un rafforzamento delle prospettive di crescita dell’economia mondiale nel corso del 2018 sulla scia di un probabile consolidamento dell’attuale fase espansiva delle economie europea e cinese unita ad un’accelerazione dell’economia statunitense. La crescita mondiale dovrebbe mostrarsi inoltre maggiormente bilanciata grazie ad un apporto di crescita da parte dei principali mercati emergenti che dovrebbero beneficiare di un mercato valutario più stabile. A dispetto di tale scenario macroeconomico favorevole, persistono comunque elementi strutturali di rischio di natura sia politica (tra gli altri Brexit, elezioni parlamentari italiane, presidenziali brasiliane e crisi catalana) che macroeconomica. Questi ultimi legati principalmente all’attuale fase di incertezza che caratterizza l’area di libero scambio Nord americana (NAFTA) nonchè un possibile aumento della volatilità sui mercati finanziari.

        Rischio Paese

        Pirelli adotta, ove opportuno, una strategia “local for local”, creando presenze produttive nei Paesi in rapido sviluppo per rispondere alla domanda locale con costi industriali e logistici competitivi. Tale strategia è finalizzata ad accrescere la competitività del Gruppo nonché a consentire il superamento di potenziali misure protezionistiche (barriere doganali o altre misure quali prerequisiti tecnici, certificazione di prodotti, costi amministrativi legati alle procedure di importazione, etc.). Nell’ambito di tale strategia Pirelli opera in paesi (Argentina, Brasile, Messico, Russia, Cina, Turchia) nei quali il contesto politico economico generale e il regime fiscale potrebbero in futuro rivelarsi instabili. Persistono ad esempio elementi strutturali di instabilità politica nell’area latino-americana (con particolare riferimento a Brasile), che potrebbero comportare un’alterazione delle normali dinamiche di mercato e, più in generale, delle condizioni operative di business. A un tale scenario di incertezza si è altresì aggiunta la recente instabilità socio-politica nell’area medio-orientale, le cui implicazioni di medio-lungo termine rimangono incerte. Il Gruppo monitora costantemente l’evoluzione dei rischi (politico, economico/finanziario e di sicurezza) legati ai Paesi in cui opera al fine di continuare ad adottare tempestivamente (e ove possibile preventivamente) le misure atte a mitigare i possibili impatti derivanti da mutamenti del contesto locale. Inoltre, in situazioni di sotto utilizzo della capacità produttiva di alcune fabbriche, sono possibili riallocazioni della produzione tra stabilimenti del Gruppo.

        Rischi legati all’evoluzione della domanda nel lungo termine

        Nel corso degli ultimi decenni sono emersi trend sociali e tecnologici che potrebbero avere, nel medio-lungo periodo, un impatto significativo sul settore automotive e indirettamente sul mercato tyre; si tratta da un lato del crescente fenomeno di urbanizzazione (secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, circa il 70% della popolazione mondiale vivrà in area urbana nel 2050) e dall’altro dei cambiamenti valoriali e comportamentali delle generazioni più giovani (aumento dell’età media nel conseguimento della patente di guida, perdita d’importanza del possedere un’automobile, ricorso a varie tipologie di car sharing).

        A questi fattori si aggiunge la crescente diffusione di tecnologie informatiche che rendono sempre più comune il ricorso all’e-commerce e/o al telelavoro e i frequenti interventi normativi, sia nelle economie mature che in quelle emergenti, volti a limitare la presenza di veicoli inquinanti all’interno e in prossimità delle aree metropolitane. A queste dinamiche potrebbe far seguito un’evoluzione della domanda nel settore automotive (da modifiche alle dimensioni del veicolo/tipologia di alimentazione motore fino al possibile ridimensionamento dell’automobile nelle preferenze di mobilità dei cittadini) con potenziali impatti sulle dinamiche del settore tyre.

        Pirelli monitora costantemente i trend evolutivi della domanda nel settore automotive partecipando attivamente a gruppi di lavoro di livello internazionale, quale quello legato al progetto SiMPlify e Future of Mobility promossi dal World Business Council for Sustainable Development (WBCSD). Tali progetti hanno infatti come obiettivo primario di studiare la possibile evoluzione della mobilità urbana nel lungo periodo e promuovere soluzioni che possano migliorare il benessere sociale, ambientale ed economico della popolazione urbana.

        Rischi legati al cambiamento climatico

        Nel breve-medio periodo non si rilevano rischi significativi relativamente ai processi produttivi o ai mercati in cui Pirelli opera. Per quanto concerne invece uno scenario di medio-lungo termine, il settore tyres potrebbe essere soggetto ad una serie di rischi sia di natura fisica (quali l’innalzamento delle temperature medie ed il verificarsi con maggior frequenza di eventi metereologici estremi) che regolatoria. Pirelli monitora tali elementi di incertezza attraverso analisi di sensitivity. Si rilevano invece opportunità di crescita sia nelle vendite dei pneumatici Pirelli Green Performance che in prodotti a minore impatto ambientale.

        Rischi connessi all’andamento dei prezzi e alla disponibilità delle materie prime

        Gomma naturale, gomma sintetica e materie prime legate al petrolio (in particolare chimici e carbon black) continueranno a rappresentare un fattore di incertezza nella struttura dei costi del Gruppo, vista la forte volatilità registrata negli anni scorsi e la loro incidenza sul costo del prodotto finito.

        Per le principali materie prime acquistate dal Gruppo vengono costantemente simulati possibili scenari di prezzo in relazione alla volatilità storica e/o alle migliori informazioni disponibili sul mercato (es. prezzi forward). Sulla base dei diversi scenari, vengono individuati gli aumenti dei prezzi di vendita e/o le diverse azioni interne di recupero di efficienza sui costi (utilizzo di materie prime alternative, riduzione del peso del prodotto, miglioramento della qualità di processo e riduzione dei livelli di scarto) necessari a garantire i livelli di redditività attesi.

    1. Rischi strategici

      1. Rischio di cambio

        La diversa distribuzione geografica delle attività produttive e commerciali di Pirelli comporta un’esposizione al rischio di cambio, sia di tipo “transattivo” sia di tipo “traslativo”.

        Il rischio di cambio transattivo è generato dalle transazioni di natura commerciale e finanziaria effettuate nelle singole società in divise diverse da quella funzionale, per effetto di oscillazione dei tassi di cambio tra il momento in cui si origina il rapporto commerciale/finanziario e il momento di perfezionamento della transazione (incasso/pagamento).

        La politica del Gruppo è minimizzare gli impatti del rischio di cambio transattivo legati alla volatilità; per questo le procedure di Gruppo prevedono che le Unità Operative siano responsabili della raccolta di tutte le informazioni inerenti le posizioni soggette al rischio di cambio transattivo (principalmente rappresentate da crediti e debiti in divisa estera), per la copertura del quale stipulano contratti a termine, ove possibile con la Tesoreria di Gruppo.

        Le posizioni gestite soggette a rischio cambio sono principalmente rappresentate da crediti e debiti in divisa estera. La Tesoreria di Gruppo è responsabile di coprire le risultanti posizioni nette per ogni divisa e, in accordo con le linee guida e i vincoli prefissati, provvede a sua volta a chiudere tutte le posizioni di rischio mediante la negoziazione sul mercato di contratti derivati di copertura, tipicamente contratti a termine.

        Si evidenzia, inoltre, che nell’ambito del processo di pianificazione annuale e triennale, il Gruppo formula delle previsioni sui tassi di cambio sulla base delle migliori informazioni disponibili sul mercato. L’oscillazione del tasso di cambio tra il momento di pianificazione e il momento in cui origina una transazione commerciale o finanziaria determina un rischio di cambio su transazioni future. Il Gruppo valuta di volta in volta l’opportunità di porre in essere operazioni di copertura sulle transazioni future per le quali si avvale tipicamente sia di operazioni di acquisto o vendita a termine che opzionali del tipo risk reversal (p.es., zero cost collar).

        Pirelli detiene partecipazioni di controllo in società che redigono il Bilancio in divisa differente dall’euro usato per la redazione del Bilancio consolidato. Questo espone il Gruppo al rischio di cambio traslativo, per effetto della conversione in euro delle attività e passività delle controllate che operano in divise diverse dall’euro. Le principali esposizioni al rischio di cambio traslativo sono costantemente monitorate e allo stato si è ritenuto di non adottare specifiche politiche di copertura a fronte di tali esposizioni. Il 2017 ha visto il Dollaro statunitense in flessione sia contro Euro che contro Real brasiliano e Rublo russo. Per quanto concerne invece il Renminbi cinese, si è registrata una parziale inversione di rotta (almeno a livello di granularità trimestrale) nel corso del 2017 rispetto al trend di deprezzamento evidenziato fin dal 2013. Secondo le previsioni attualmente disponibili, il 2018 dovrebbe confermare, almeno a livello di trend annuali, quanto visto nel corso dello scorso anno.

        Rischio di liquidità

        I principali strumenti utilizzati dal Gruppo per la gestione del rischio di insufficienza di risorse finanziarie disponibili per far fronte alle obbligazioni finanziarie e commerciali nei termini e nelle scadenze prestabiliti, sono costituiti da piani finanziari annuali e triennali e da piani di tesoreria, per consentire una completa e corretta rilevazione e misurazione dei flussi monetari in entrata e in uscita. Gli scostamenti tra i piani e i dati consuntivi sono oggetto di costante analisi.

        Il Gruppo ha implementato un sistema centralizzato di gestione dei flussi di incasso e pagamento nel rispetto delle varie normative valutarie e fiscali locali. La negoziazione e la gestione dei rapporti bancari avviene centralmente, al fine di assicurare la copertura delle esigenze finanziarie di breve e medio periodo al minor costo possibile. Anche la raccolta di risorse a medio/lungo termine sul mercato dei capitali è ottimizzata mediante una gestione centralizzata.

        Una gestione prudente del rischio sopra descritto implica il mantenimento di un adeguato livello di disponibilità liquide e/o titoli a breve termine facilmente smobilizzabili, la disponibilità di fondi ottenibili tramite un adeguato ammontare di linee di credito committed e/o il ricorso al mercato dei capitali.

        Oltre alla parte disponibile della linea di credito committed (Revolving Credit Facility) per complessivi 700 milioni di euro, che al 31 dicembre 2017 risulta completamente inutilizzata, il Gruppo Pirelli ricorre al mercato dei capitali diversificando i prodotti e le scadenze per cogliere volta per volta le migliori opportunità disponibili.

        Rischio tasso di interesse

        Il rischio di tasso d’interesse è rappresentato dall’esposizione alla variabilità del fair value o dei flussi di cassa futuri di attività o passività finanziarie a causa delle variazioni nei tassi d’interesse di mercato.

        ll gruppo valuta, in base alle circostanze di mercato, se porre in essere contratti derivati, tipicamente interest rate swaps, con finalità di copertura per i quali viene attivato l’hedge accounting quando vengono rispettate le condizioni previste dallo IAS 39.

        Rischio di prezzo associato ad attività finanziarie

        Il Gruppo è esposto al rischio di prezzo limitatamente alla volatilità di attività finanziarie quali titoli azionari e obbligazionari quotati e non quotati, che rappresentano il 2,1% del totale delle attività del Gruppo. Su queste attività non sono normalmente posti in essere derivati che ne limitino la volatilità.

        Rischio di credito

        Il rischio di credito rappresenta l’esposizione del Gruppo a potenziali perdite derivanti dal mancato adempimento delle obbligazioni assunte dalle controparti sia commerciali che finanziarie. Per quanto riguarda le controparti commerciali, al fine di limitare tale rischio, Pirelli ha posto in essere procedure per la valutazione della potenzialità e della solidità finanziaria della clientela, per il monitoraggio dei flussi di incassi attesi e per le eventuali azioni di recupero. Tali procedure hanno come obiettivo la definizione di limiti di fido per la clientela, al superamento dei quali si attua di norma il blocco delle forniture. In alcuni casi viene richiesto alla clientela il rilascio di garanzie, principalmente bancarie, emesse da soggetti di primario standing creditizio o personali. Meno frequente la richiesta di garanzie ipotecarie.

        Altro strumento utilizzato per la gestione del rischio di credito commerciale è la stipula di polizze assicurative: con decorrenza gennaio 2012 è stato siglato un master agreement con scadenza dicembre 2017 con una primaria società di assicurazione per la copertura worldwide del rischio credito relativo principalmente alle vendite del canale ricambio (con circa il 68% di acceptance rate a dicembre 2017).

        La copertura assicurativa è stata estesa anche al 2018. Nel corso del 2017 la situazione generale dei crediti commerciali è rimasta sostanzialmente in linea con la chiusura dell’anno precedente. Per quanto riguarda, invece, le controparti finanziarie per la gestione di risorse temporaneamente in eccesso o per la negoziazione di strumenti derivati, il Gruppo ricorre solo a interlocutori di elevato standing creditizio. Pirelli non detiene titoli del debito pubblico di nessun paese europeo e monitora costantemente le esposizioni nette a credito verso il sistema bancario e non mostra significative concentrazioni del rischio di credito.

        Rischi connessi alle risorse umane

        Il Gruppo è esposto al rischio di perdita di risorse in posizioni chiave o conoscenza di “know how critico”. Per far fronte a tale rischio, il Gruppo adotta politiche retributive periodicamente aggiornate anche in ragione dei mutamenti del quadro macroeconomico generale oltre che sulla base di benchmark retributivi. Sono inoltre previsti piani di incentivazione di lungo termine e specifici patti di non concorrenza (con effetto anche di retention) dimensionati, tra gli altri, sui profili di rischio delle attivita legate al business. Infine, vengono adottate specifiche politiche “gestionali” volte a motivare e trattenere talenti.

    1. Rischi operativi

      1. Rischi relativi agli aspetti ambientali

        Le attività e i prodotti del Gruppo Pirelli sono soggetti a molteplici normative ambientali legate alle specificità dei differenti paesi in cui il Gruppo opera. Tali normative sono accomunate dalla tendenza a evolvere in modo sempre più restrittivo, anche in virtù della crescente attenzione della comunità internazionale al tema della sostenibilità ambientale. Pirelli si attende una progressiva introduzione di norme sempre più severe riferite ai vari aspetti ambientali su cui le aziende possono impattare (emissioni in atmosfera, generazione di rifiuti, impatti sul suolo, utilizzo di acqua, ecc.), in virtù delle quali il Gruppo prevede di dover continuare a effettuare investimenti e/o a sostenere costi che potrebbero essere significativi.

        Rischi relativi alla salute e sicurezza dei lavoratori

        Il Gruppo Pirelli, nell’esercizio delle proprie attività, sostiene oneri e costi per le azioni necessarie a garantire pieno rispetto degli obblighi previsti dalle normative in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. In particolare in Italia la normativa relativa alla salute e sicurezza sul luogo di lavoro (D. Lgs. 81/08) e i successivi aggiornamenti (D. Lgs. 106/09) hanno introdotto nuovi obblighi che hanno impattato sulla gestione delle attività nei siti Pirelli e sui modelli di allocazione delle responsabilità.

        Il mancato rispetto delle norme vigenti comporta sanzioni di natura penale e/o civile a carico dei responsabili e, in alcuni casi di violazione della normativa sulla salute e sicurezza a carico delle Aziende, secondo un modello europeo di responsabilità oggettiva dell’impresa recepito anche in Italia (D. Lgs. 231/01).

        Rischio difettosità prodotti

        Come tutti i produttori di beni destinati alla vendita al pubblico, Pirelli potrebbe subire azioni di responsabilità connesse alla presunta difettosità dei materiali venduti o dover avviare campagne di richiamo di prodotti. Sebbene negli ultimi anni non si siano verificate fattispecie di rilievo e tali eventi siano comunque coperti da un punto di vista assicurativo, il loro verificarsi potrebbe avere impatti negativi sulla reputazione del marchio Pirelli. Per tale ragione, i pneumatici prodotti da Pirelli sono sottoposti ad attente analisi di qualità prima di essere immessi sul mercato, e l’intero processo produttivo è soggetto a specifiche procedure di “quality assurance” con obiettivi di sicurezza e di performance costantemente innalzati.

        Rischi connessi a contenziosi

        Nell’esercizio delle sue attività, Pirelli può incorrere in contenziosi di natura legale, fiscale, commerciale o giuslavoristica. Il Gruppo adotta le misure necessarie a prevenire ed attenuare eventuali sanzioni che possono derivare da tali procedimenti.

        Rischi connessi ai sistemi informativi e alle infrastrutture di rete

        Il ruolo di supporto dei Sistemi ICT ai processi di business, alla loro evoluzione e sviluppo ed alle attività operative del Gruppo si è confermato fondamentale anche nel corso del 2017 per il raggiungimento dei risultati.

        Si è operato principalmente per la prevenzione e mitigazione dei rischi collegati a possibili malfunzionamenti dei Sistemi attraverso soluzioni di alta affidabilità e di protezione del patrimonio informativo aziendale tramite potenziamento dei sistemi di sicurezza contro accessi non autorizzati e delle soluzioni di gestione dei dati Aziendali.

        Particolare attenzione è stata posta nel rinnovamento delle componenti infrastrutturali caratterizzate da obsolescenza tecnologica che potrebbero comportare un maggiore rischio di guasti ed incidenti con impatto sulle attività di Gruppo. .

        Particular attention has been paid to the renewal of infrastructural componentry characterised by technological obsolescence which could entail a greater risk of breakdowns and incidents which could impact on the Group’s activities.

        In particular:

        • sono state implementate soluzioni ad alta affidabilità in ambito rete dati rinnovando gli apparati centrali che gestiscono le comunicazioni all’interno dell’azienda e gli accessi ai servizi Internet per ridurre il rischio di possibili disservizi ed aumentare la sicurezza perimetrale;
        • sono proseguite le azioni di messa in compliance degli ambienti Server e Client con il progressivo aggiornamento dei sistemi operativi al fine di ridurne le vulnerabilità;
        • è stata attivata la nuova soluzione di Disaster Recovery che riduce sostanzialmente i tempi di ripristino e limita al minimo eventuali perdite di dati;
        • si è provveduto a rafforzare l’infrastruttura centrale dei sistemi di storage in ottica di business Continuity, nel rispetto degli standard architetturali e delle regole di sicurezza del Gruppo;
        • sono state potenziate le infrastrutture per il salvataggio dei dati aziendali residenti sui PC utente e sui sistemi centrali per ridurre il rischio di perdita delle informazioni;
        • sono proseguite le azioni di segregazione delle reti di fabbrica nelle diverse sedi del Gruppo e di implementazione delle soluzioni di protezione sino a livello di singolo macchinario.

        Rischi di business interruption

        La frammentazione territoriale delle attività operative del Gruppo e la loro interconnessione espone a scenari di rischio che potrebbero determinare l’interruzione delle attività di business per periodi più o meno prolungati nel tempo, con conseguente riflesso sulla capacità “operativa” e sui risultati del Gruppo stesso.

        Scenari di rischio correlati a eventi naturali o accidentali (incendi, alluvioni, terremoti, ecc.), a comportamenti dolosi (atti vandalici, sabotaggi, ecc.), al malfunzionamento degli impianti ausiliari o all’interruzione delle forniture delle utilities possono, infatti, causare significativi danni alla proprietà, riduzioni e/o interruzioni di produzione, in particolare là dove l’evento interessasse siti produttivi con elevati volumi o specifici prodotti (alto di gamma). Pirelli monitora la vulnerabilità agli eventi naturali catastrofici (in particolare alluvione, uragano e terremoto) con stima dei danni potenziali (date le probabilità di accadimento) su tutti i siti produttivi del Gruppo. Le analisi confermano un adeguato presidio dei rischi di business interruption, grazie a un’articolata serie di misure di sicurezza, di sistemi di prevenzione degli eventi dannosi e di mitigazione dei possibili impatti sul business, anche alla luce degli attuali piani di continuità nonché delle polizze assicurative in essere a copertura del property damage e businessinterruption. Le coperture assicurative del Gruppo potrebbero non essere comunque sufficienti a risarcire tutte le perdite e passività potenziali in caso di eventi catastrofici. Anche la catena di fornitura Pirelli è oggetto di regolare valutazione relativamente ai potenziali rischi di business interruption nella fase di qualifica di nuovi fornitori Tier-1.

        Rischi reputazionali e di responsabilità socio - ambientale

        Rischi reputazionali

        Pirelli ha sviluppato un tool digitale ad hoc per l’identificazione, la misurazione e la gestione dei rischi reputazionali, misurati in termini di probabilità di accadimento e di impatto sulla reputazione. Per rischio reputazionale si intende un rischio attuale o prospettico che possa provocare una perdita di utili e incidere sulla propensione all’acquisto derivante da una percezione negativa dell’Azienda da parte di uno o più stakeholder. Il rischio reputazionale se da un lato è da intendersi come possibile conseguenza del verificarsi di un evento negativo legato a una delle tre macro-famiglie di rischi prima citati, d’altro canto va gestito come evento a se stante proprio perché la sua ampiezza dipende dalle aspettative degli stakeholder di riferimento e dalla risonanza dell’evento negativo. La metodologia adottata ha portato ad identificare un set di rischi reputazionali specifici. Tale mappatura nasce dall’analisi di una serie di driver interni ed esterni tra cui: eventi negativi con impatto sulla reputazione accaduti nel settore a livello mondiale negli ultimi dieci anni; interviste a Key Opinion Leader esterni sui trend di settore, in particolare sugli aspetti di mobilità e sostenibilità; interviste a Key Opinion Leader interni con particolare riferimento alla analisi della probabilità di accadimento dei rischi individuati.

        Gli eventi di rischio identificati sono stati poi sottoposti a valutazione quali-quantitativa di un campione rappresentativa del general public in cinque paesi chiave di Pirelli e hanno portato alla definizione delle strutture di governo e gestione, nonché alla predisposizione di piani di mitigazione e/o di crisis management.

        Rischi in tema di responsabilità sociale, ambientale, etica di business e audit di terza parte

        Il governo dei rischi in Pirelli è enterprise-wide e include l’identificazione, l’analisi e il monitoraggio dei rischi ambientali, sociali, economico/finanziari e di etica di business riconducibili all’azienda in via diretta o indiretta, presso le affiliate Pirelli o nei rapporti con le stesse, come quelli connessi alla sostenibilità della catena di fornitura.

        Prima di investire in uno specifico mercato vengono condotte valutazioni ad hoc su eventuali rischi politici, finanziari, ambientali e sociali, tra cui quelli legati al rispetto dei diritti umani e del lavoro. Accanto al costante coordinamento e monitoraggio da parte delle funzioni centrali, la continua verifica dell’applicazione delle prescrizioni Pirelli in tema di sostenibilità economica, sociale (in particolare del rispetto dei diritti umani e del lavoro), ambientale e di etica di business avviene tramite audit periodici commissionati a società terze specializzate oltre che attraverso l’attività estensiva di Internal Audit.

        Particolare attenzione è riservata alla sostenibilità dei siti Pirelli e dei siti dei fornitori operanti in paesi emergenti. Anche nel corso del 2017 Pirelli ha commissionato Audit di parte terza sui propri fornitori, oltre a continuare il monitoraggio al proprio interno attraverso l’attività del Dipartimento Internal Audit.

Ultima revisione: 5 mag 2018