Storia

UNA STORIA LUNGA  OLTRE 140 ANNI

Il 28 gennaio 1872 viene costituita a Milano la società in accomandita semplice "G.B. Pirelli & C." destinata alla fabbricazione di articoli in gomma elastica. È la prima del settore in Italia.

 

Nel 1879 la “G.B. Pirelli & C.” avvia la produzione di cavi e conduttori per il trasporto di energia elettrica e per le comunicazioni, diventando in breve tempo leader a livello mondiale nella posa di reti telegrafiche sottomarine.

Nel 1890 la società si espande e agli stabilimenti di Porta Nuova e di Ponte Seveso si aggiunge un ulteriore lotto di terreno a Milano: un’area su cui sorgerà una nuova fabbrica per la produzione delle “pneumatiche” per i velocipedi, destinate a sostituire gli anelli in gomma piena.

Nel 1902 apre in Spagna, vicino a Barcellona, il primo stabilimento estero del gruppo che dà il via al periodo di espansione internazionale di Pirelli: seguono gli stabilimenti di Southampton in Inghilterra (1913), di Buenos Aires (Merlo) in Argentina (1917), di Manresa in Spagna (1924) e di Burton on Trent, in Inghilterra (1928).

Nel 1907, con la Itala del principe Scipione Borghese, vincitrice del raid Pechino-Parigi, giunge la prima vittoria sportiva internazionale di Pirelli. E’ l’inizio di una lunga tradizione di successi sportivi su due e quattro ruote, consolidati nel corso degli anni da personalità del calibro di Nuvolari, Ascari e Fangio.

Nel 1908 nasce la "P lunga" che rappresenta da allora il logo del gruppo. L'idea nacque a New York dalla necessità del rappresentante Pirelli negli Usa di dare un segno distintivo per differenziare i prodotti Pirelli dalla concorrenza. Erano gli stessi Piero e Alberto Pirelli, i figli di Giovanni Battista Pirelli chiamati alla gerenza della società nel 1904 assieme al padre, a utilizzare la P allungata anche nella propria firma e l’idea grafica prese spunto proprio da quella caratteristica. Oggi il brand Pirelli è uno dei più noti in tutto il mondo.  

Nel 1922 l'accomandita per azioni Pirelli & C. viene quotata alla Borsa di Milano e nel 1929 alla Borsa di New York: è la prima società italiana a sbarcare sul listino statunitense. Sempre nel 1929 la società costruisce la prima fabbrica in Brasile: è l’inizio dell’espansione di Pirelli nel Paese, mercato fondamentale per il business del gruppo, dove oggi la società conta 4 stabilimenti produttivi.

Nel 1924 Pirelli brevetta soluzioni tecnologiche innovative anche nel campo dei cavi: da quel momento, infatti, pressoché tutte le linee nel mondo ad alta tensione utilizzeranno la tecnologia Pirelli.

Nel 1932 muore il fondatore Giovanni Battista Pirelli. Negli anni della guerra gli stabilimenti milanesi del gruppo vengono fortemente danneggiati e al termine del conflitto, nel 1946 – dopo un anno di commissariamento da parte del Governo militare Alleato – i figli, Piero e Alberto Pirelli, tornano alla guida della società.

Nel 1948 nasce la “Rivista Pirelli”, tra i primi e più importanti esempi di stampa aziendale rivolta al largo pubblico, con l’obiettivo di coniugare cultura tecnica e umanistica. Nei suoi quasi trent’anni di vita, la rivista ospita grandi nomi della letteratura, della grafica, dell’arte. Sono gli anni in cui nascono i tratti distintivi di Pirelli anche nella comunicazione, con il contributo di importanti artisti e designer, tra gli altri, Mulas, Mendini e Guttuso.

Nel 1953 nasce il Cinturato, pneumatico che segna l’esordio della tecnologia radiale Pirelli.

 

Il 7 agosto 1956 muore Piero Pirelli. Alberto assume la carica di presidente della società. Quattro anni dopo viene inaugurato a Milano il nuovo complesso direzionale del Gruppo, il grattacielo di Gio Ponti davanti alla stazione Centrale, ancora oggi un simbolo per tutta la città.

 

Nel 1964 nasce il Calendario Pirelli realizzato nella sua prima edizione da Robert Freeman, il fotografo scelto dai Beatles per i loro "magical mistery" tour. Fu un successo immediato, che nel tempo ha trasformato ‘The Cal™’ in un oggetto cult.

Nel 1965 Alberto Pirelli, a 83 anni, diventa presidente onorario del gruppo e lascia la presidenza esecutiva al figlio Leopoldo, che rimarrà alla guida dell’azienda per oltre 25 anni.


Negli anni ’70 Pirelli e Dunlop integrano le rispettive attività industriali assumendo partecipazioni incrociate: sono gli anni del grande salto tecnologico che porta al lancio del Cinturato P7, P6 e P8. L’espansione di Pirelli prosegue anche negli anni ’80 con l’acquisizione, nel 1986, della tedesca Metzeler, specializzata negli pneumatici moto e ancora oggi importante marchio del gruppo. 

 

Nel 1992 Marco Tronchetti Provera, già entrato nel gruppo nel 1986 come socio accomandatario, diventa amministratore delegato. Ristrutturata la società in seguito alla mancata acquisizione di Continental, Tronchetti Provera avvia e consolida una fase di rilancio internazionale attraverso nuove tecnologie e l'apertura verso mercati emergenti come il Far East e l'Africa.

 

Nel 2000 Pirelli cede a Cisco i sistemi ottici terrestri e a Corning i componenti ottici, per circa 5 miliardi di euro. Nel 2001, attraverso l’investimento di parte di quella liquidità, Pirelli diventa – attraverso Olimpia - l’azionista di riferimento di Telecom Italia, da cui uscirà nel 2007.

 

Nel 2005 Pirelli cede le attività Cavi e Sistemi Energia e Telecomunicazioni a Goldman Sachs e la nuova società prende il nome di Prysmian. Sempre nel 2005 Pirelli inaugura il primo impianto per la produzione di pneumatici in Cina, nella provincia dello Shandong, in quello che diventerà il polo produttivo del gruppo nel Paese.

 

Nel 2006 Pirelli apre a Slatina il suo primo impianto per la produzione di pneumatici in Romania, ampliato nel 2011.

 

Nel 2008 prende il via il progetto per realizzare il polo industriale di Settimo Torinese, nato dall’integrazione di 2 fabbriche e diventato oggi il sito tecnologicamente più avanzato del gruppo. 

 

Nel 2010 Pirelli completa la trasformazione in una ‘pure tyre company’, attraverso la cessione delle attività di Pirelli Broadband Solutions e la separazione dal gruppo delle attività immobiliari di Pirelli Re. Nello stesso anno è inaugurata la Fondazione Pirelli con lo scopo di salvaguardare e valorizzare il patrimonio storico dell’azienda e di promuovere la cultura d’impresa come parte integrante della ricchezza culturale del Paese.

 

Nel giugno 2010, dopo 19 anni di assenza, Pirelli torna alla Formula 1™, di cui è dal 2011 fornitore esclusivo. Pirelli è inoltre fornitore esclusivo del Campionato mondiale di Superbike e di prestigiosi campionati monomarca come il Ferrari Challenge, il Lamborghini Blancpain Super Trofeo e il trofeo Maserati. Complessivamente sono circa 300 i campionati in cui Pirelli è presente.

 

Nel 2011 Pirelli espande la propria presenza produttiva alla Russia attraverso la jv con Rostec e rafforza quella in Argentina ampliando lo stabilimento di Merlo.

 

Nel 2012 Pirelli sigla un accordo con Astra OtoParts per la costruzione di una fabbrica per pneumatici moto in Indonesia, inaugurata nel 2015. Sempre nel 2012 viene inaugurato lo stabilimento di Silao, il primo del gruppo in Messico, focalizzato sulla produzione di pneumatici Premium, destinati al servizio di tutta l’area Nafta.

 

Nel 2014 Pirelli cede le proprie attività steelcord a Bekaert, gruppo leader nelle tecnologie di trasformazione e rivestimento di cavi in acciaio.

 

Nel 2015 Marco Polo Industrial Holding – società controllata da CNRC e partecipata da Camfin e LTI, socio  russo entrato a far parte dell’azionariato Pirelli nel 2014 – lancia un’offerta totalitaria su Pirelli, alla cui conclusione giunge a detenere la totalità del capitale ordinario. Il 6 novembre le azioni ordinarie Pirelli vengono revocate dal listino.

 

A febbraio 2016 Le azioni di risparmio ancora in circolazione vengono convertite in azioni speciali senza diritto di voto e ritirate dal mercato il l 25 febbraio e si perfeziona così il delisting di Pirelli.  

 

Ad aprile 2016 viene annunciata l’apertura di una seconda fabbrica all’interno del polo industriale ‘Puerto Interior’ di Silao, nello stato di Guanajuato, in Messico. L’investimento per il prossimo triennio è di 200 milioni di dollari.